Aprile
*Diario di una lotta. - [S.l. : s.n.], 2012 (Flumeri : Grafiche Lucarelli). - 159 p., [15] carte di tav. : ill. ; 21 cm
Accogliamo molto volentieri e con grande rispetto in questa rubrica il volume collettivo che documenta i centodiciassette giorni di lotta dei lavoratori della IRISBUS di Valle Ufita, in provincia di Avellino. La vertenza IRISBUS è ormai nota, ancor di più lo è la sua conclusione. Il volume, una testimonianza corale appassionata e sofferta, è stato curato dai lavoratori IRISBUS di Valle Ufita, C. Bruno, G. Di Iorio, R. Iacobucci, D. Petrillo, con la collaborazione di M. Annichiarico e G. Sciscio ed è stato pubblicato con un contributo della Provincia di Avellino.
Si tratta di una lettura molto istruttiva, in cui si torna a parlare della "classe operaia", una entità che si tende a confinare in una comoda visione astratta, mentre invece si tratta di persone, di famiglie, che perdendo il lavoro rischiano di perdere ben altro. C'è inoltre un aspetto, non meno importante e drammatico, legato alla politica industriale che si persegue di questi tempi in Italia, per cui si è autorizzati a coltivare il sospetto che dietro lo smantellamento dell'unica fabbrica nazionale che produce autobus ci siano in realtà ben altri disegni da parte del «capo internazionale Fiat» con aspirazioni da ducetto.
Per non rischiare di cadere nella retorica, ci limitiamo a trascrivere dall'introduzione:
«Quella cha raccontiamo nel libro è una storia economica e sociale all'interno di una drammatica realtà, un insieme, un fondo di ricordi e di "fatti" nuovi che solo uno che la vive da decenni e decenni, può raccontarne la vera realtà. È la storia di una grande fabbrica ... È la storia ostinata della difesa dei diritti, della salvaguardia della dignità di ogni uomo e soprattutto è la narrazione di un disperato cammino verso la libertà. Un cammino che dovrebbe accomunare gli uomini e le donne di ogni società, i lavoratori e le lavoratrici da Terimini Imerese a Torino, gli studenti che sognano un futuro, gli intellettuali non più disposti a vendere la loro penna e a piegarsi a un qualche tipo di potere. Questo dirigersi verso la libertà si lega necessariamente alla difesa del lavoro, che è fondamento imprescindibile per la vera libertà ... Le tecniche di contrapporre gli interessi dei singoli sono molto simili ma oggi amano chiamarla modernità ... Almeno in parte, i lavoratori nei mitici 117 giorni di resistenza hanno avuto ancora la forza di difendere la dignità del lavoro, ribellandosi al capo internazionale Fiat, le cui gesta hanno cambiato la vita al popolo delle formiche, mettendo in concorrenza i lavoratori dei Paesi ricchi con quelli poveri. In questa storia c'è tutta l'anima del Sud. Il Sud delle zone interne del Mezzogiorno, appenninico, dove mille dominazioni straniere e catastrofi naturali, pur alimentando un circuito endemico di lutti e miserie, e di costante spopolamento per via dell'emigrazione, non hanno potuto fiaccare o sconvolgere l'antico spirito sannitico-irpino, fatto di orgogliosa difesa della libertà e della terra, di dignità e rigore morale ... Con la chiusura dell'Irisbus, il 2 novembre 2011, senza alcuna tutela produttiva e occupazionale, dopo 117 giorni di lotta operaia, l'Italia perde l'unica realtà manifatturiera che produce autobus. L'assurdità di tutto ciò [è] che la Fiat continua a produrre autobus ma in Francia e nella Repubblica Ceca. Crediamo che sia folle non tutelare e non difendere le proprie attività produttive e industriali del settore autobus, attraverso un Piano Nazionale dei Trasporti finalizzato all'ammodernamento e alla sicuirezza del parco autobus, vecchio di 20 anni ... Un giorno, forse, quando ci avranno portato via anche le nostre case, le terre, gli affetti, quando non avremo proprio più nulla da perdere capiremo che se si ribella la forza lavoro non ci sarà più scampo per il capitale e forse, solo allora, saremo in grado di superare questa moderna e soffocante nuova schiavitù. Per queste poche considerazioni abbiamo deciso di raccogliere in un diario, che è quasi un flusso di coscienza, gli avvenimenti dei 117 giorni davanti ai cancelli della Fiat-Irisibus di Valle Ufita. È il diario di una lotta vista dalla nostra specifica posizione, per questo il lettore troverà giorni appuntati, avvenimenti sottolineati ed altri invece solo accennati. Non abbiamo la pretesa della verità assoluta, né intendiamo fare una asettica cronaca dei fatti accaduti. La nostra storia, come tutte le storie narrate, è una storia di parte. È il punto di vista di gente che parteggia, di gente che cerca disperatamente di resistere agli attacchi di un sistema marcio e ingiusto. È l'angolazione specifica di chi lotta per l'emancipazione della classe operaia, che oggi non è solo composta da chi lavora alla catena di montaggio. Siamo tutti operai! Siamo tutti coinvolti!».Infine, poiché le immagini a volte parlano più chiaramente di qualsiasi saggio, pubblichiamo alcune delle belle e significative foto inserite in fondo al volume a testimonianza dei lunghi giorni di lotta dei lavoratori IRISBUS di Valle Ufita.
(DDF)







