Dono omaggio monsignor Luigi Barbarito
Monsignor Luigi BARBARITO, già Nunzio Apostolico in Gran Bretagna ed attualmente membro della Congregazione per le cause dei santi presso la Santa Sede, ha voluto donare alla Biblioteca del Monumento nazionale di Montevergine, con lettera del 29 marzo 1999, i documenti originali relativi agli innumerevoli incarichi ricevuti nel corso della sua lunga ed illustre carriera ecclesiastica. Detti documenti hanno trovato collocazione nella bacheca ospitata in una delle sale più prestigiose della biblioteca, ed ha assunto il carattere di esposizione permanente; essi sono oggetto dell’interesse da parte delle scolaresche e dei gruppi di visitatori che la biblioteca riceve continuamente, quale testimonianza del prestigio che gli Irpini sanno conferire alla loro terra d’origine attraverso il loro lavoro.
Monsignor Barbarito, nato ad Atripalda (Avellino) il 19 aprile 1922, seguì i primi studi nel Seminario diocesano di Avellino e presso il Seminario pontificio regionale “Pio XI” di Benevento. Il 20 agosto 1944 fu ordinato sacerdote per il clero diocesano dal vescovo di Avellino, monsignor Bentivoglio, e nel luglio del 1947 conseguì il dottorato in diritto canonico presso la pontificia Università gregoriana dei padri Gesuiti in Roma. Al suo ritorno nella diocesi di Avellino gli furono affidati gli incarichi di Assistente provinciale delle ACLI (Associazioni cristiani dei lavoratori italiani) e di consigliere ecclesiastico provinciale del CIF (Centro italiano femminile); inoltre egli svolse un’intensa attività pastorale sia attraverso l’insegnamento della religione presso scuole statali, sia attraverso la collaborazione a giornali locali. Nel 1951 resse la parrocchia di San Francesco d’Assisi a Borgo Ferrovia. Il mese di novembre del 1953 segnò per monsignor Barbarito l’inizio del suo apostolato al di fuori dei confini nazionali; egli infatti, dopo due anni di corso presso la Pontificia accademia ecclesiastica in Roma, conseguì il diploma per la preparazione al servizio diplomatico della Santa Sede e fu assegnato, come segretario, alla delegazione apostolica dell’Australia e dell’Oceania.
Nell’agosto del 1959 fu richiamato a Roma e nominato Minutante della prima sezione della segreteria di Stato per gli affari straordinari della Santa Sede, fece parte delle delegazioni papali nei viaggi di Paolo VI in India (dicembre 1964) e a Fatima (maggio 1967).
L’11 giugno 1969, mentre reggeva come incaricato d’affari ad interim la nunziatura apostolica di Parigi, fu nominato da papa Paolo VI arcivescovo titolare di Fiorentino e Nunzio Apostolico nella repubblica di Haiti con l’incarico di Delegato Apostolico per le diocesi delle Antille. Nel febbraio 1975 papa Paolo VI lo trasferì alla Nunziatura apostolica di Dakar, con l’incarico di rappresentanza presso le chiese e i governi del Bourkina Faso, Nuova Guinea, Isole di Capo Verde, Mali, Mauritania, Niger, Senegal.
Il 10 giugno 1978 monsignor Barbarito fu nominato da papa Paolo VI Pro-Nunzio Apostolico in Australia, paese in cui la missione doveva rivelarsi molto impegnativa perché la società e la chiesa cattolica avevano subito profondi mutamente a seguito della eccezionale migrazione europea del dopo guerra. Nel gennaio 1986 monsignor Barbarito fu trasferito da papa Giovanni Paolo II presso la prestigiosa sede di Londra, come suo rappresentante alla Corte di San Giacomo nel Regno Unito, dove egli rimase fino al 19 aprile 1997 quando, per raggiunti limiti di età, presentò le sue dimissioni al papa.
I documenti esposti di seguito rappresentano soltanto in parte il prestigioso curriculum che si è parzialmente descritto qui sopra. Di notevole interesse sono senz’altro la Interfaith Medallion, una medaglia d’oro attribuita a monsignor Barbarito nel 1993 dal Consiglio internazionale per aver favorito le relazioni tra cristiani ed ebrei e le insegne relative alla onorificenza di Cavaliere onorario di Gran Croce del reale ordine della regina Vittoria concessagli dalla regina d’Inghilterra Elisabetta II, la cui importanza non si è mancato di rilevare nella relativa didascalia.
Monsignor Barbarito è attualmente membro della congregazione per le cause dei santi, con nomina di papa Giovanni Paolo II, del quale è esposta in mostra una lettera, a firma autografa, inviata a monsignor Barbarito in occasione del suo venticinquesimo di episcopato.
I documenti monsignor Barbarito sono esposti in un’unica bacheca e sono descritti nel dettaglio, da sinistra verso destra, nelle didascalie che seguono.
A sinistra
Breve pontificio di papa Paolo VI di nomina a Nunzio Apostolico in Haiti. 11 giugno 1969.
Il sigillo di Paolo VI reca, sul D/: S. Paulus - S. Petrus
sul R/: Paulus Papa VI
Breve pontificio di papa Paolo VI di nomina a Delegato Apostolico per la Conferenza episcopale delle Antille. 22 giugno 1969.
Lettera autografa personale di papa Paolo VI. 14 giugno 1969.
Brevi pontifici di papa Paolo VI di nomina a Nunzio Apostolico in: Mali, Mauritania, Niger, Nuova Guinea, Senegal, 6 febbraio 1975; in Volta Superiore, 4 aprile 1975
Al centro
Decreto di Elisabetta II, regina del regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord. 13 marzo 1996.
Con questo decreto viene conferito a monsignor Barbarito il titolo di "Cavaliere Onorario di Gran Croce della Regina Vittoria". È un’onorificenza che i sovrani britannici concedono a titolo personale e per decisione sovrana a personalità politiche e diplomatiche nazionali ed estere in riconoscimento di meriti particolari. Questa onorificenza, concessa a monsignor Barbarito a due anni di distanza dalla sua nomina a Nunzio Apostolico per la Gran Bretagna, ha rappresentato un’importante novità in quanto per la prima volta essa veniva attribuita ad un prelato cattolico e diplomatico della Santa Sede, e questo non mancò di suscitare una vasta eco sulla sempre attenta stampa inglese. Il decreto è intestato a Elisabetta II, «regina per grazia di Dio del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dei suoi altri regni e territori, capo del Commonwealth, difensore della fede e sovrano dell’Ordine reale Vittoriano», da lei sottoscritto e datato 13 marzo 1996. Con il decreto sono esposti il nastro, l’insegna e la stella.
Debrett’s - People of today. 1993
Si tratta di una fotocopia tratta dal Debrett’s, una sorta di «Chi è» britannico, in cui viene riportata una scheda molto dettagliata relativa a monsignor Barbarito, comprendente le notizie biografiche e la carriera ecclesiastica; inoltre i titoli onorifici (tra cui naturalmente quello di cavaliere di Gran Croce dell’ordine Vittoriano) e gli hobby («passeggiate, musica»), lo stile e l’indirizzo («Archbishop Luigi Barbarito, G. C. V. O.»).
Ordine reale Vittoriano. Cavaliere di Gran Croce. Istruzioni per vestire le insegne.
Le istruzioni per vestire le insegne di Cavaliere di Gran Croce dell’ordine della Regina Vittoria individuano, secondo rigide prescrizioni, l’abbigliamento con il quale le insegne possono essere indossate.
Medaglia d’oro del Consiglio internazionale. 13 gennaio 1993.
La medaglia reca sul D/: Interfaith - Peace through dialogue
sul R/: Presented to Archbishop Luigi Barbarito. 1993.
Il 13 gennaio del 1993 viene assegnata a monsignor Barbarito, in quel periodo ancora Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, la prestigiosa Interfaith Medallion del Consiglio internazionale per i meriti acquisiti nel promuovere le relazioni tra le diverse fedi religiose e in modo particolare tra cristiani ed ebrei. Questo alto riconoscimento fu consegnato a monsignor Barbarito dal rev. Lord Coggan, arcivescovo emerito di Canterbury, nella sua residenza ufficiale di Wimbledon, Londra, alla presenza di numerose personalità, tra cui naturalmente il giudice Israel Finestein, presidente del Consiglio dei rappresentati delle comunità ebraiche in Gran Bretagna.
La stampa britannica diede ampio risalto all’avvenimento, con articoli apparsi sul «Times» del 14 gennaio 1993, sul «Catholic Herald» del 22 gennaio 1993, sul «Tablet» del 23 gennaio 1993 e sullo «Universe» del 24 gennaio 1993 (che parlò di un «importante riconoscimento»).
Prima di monsignor Barbarito il riconoscimento della Interfaith Medallion è stato attribuito ad alte personalità di rilievo internazionale e religioso.
A destra
Breve pontificio di papa Paolo VI di nomina a nunzio Apostolico nella Repubblica di Capo Verde (Africa Occidentale). 13 giugno 1977.
Breve pontificio di papa Paolo VI di nomina a Pro-Nunzio Apostolico in Australia. 10 giugno 1978.
Questo breve, a differenza di tutti gli altri, non reca il sigillo di papa Paolo VI, morto il 6 agosto 1978 prima di riuscire a firmarlo. Il suo successore, papa Giovanni Paolo I, non era stato ancora eletto, sicché il provvedimento fu consegnato a monsignor Barbarito con il solo sigillo della Segreteria di Stato.
Copia della lettera di accredito in Australia di papa Giovanni Paolo I. 31 agosto 1978.
Il documento esposto, fotocopia dell’originale depositato presso il governo australiano, è l’unica lettera di accredito firmata a nome di Giovanni Paolo I, il quale morì dopo un mese (nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1978). Al documento manca il sigillo dell’Anello del Pescatore, perché non ancora pronto.
Breve pontificio di papa Giovanni Paolo II di nomina a Pro-Nunzio Apostolico in Gran Bretagna. 21 gennaio 1986.
Lettera a firma autografa di papa Giovanni Paolo II per il venticinquesimo episcopale di monsignor Barbarito. 21 giugno 1994.
Di seguito si riporta la trascrizione della seconda pagina del documento.
Perinde ac cunctis ipsam esse iuvamini, quo omnes gentes humaniorem progressum consequantur et iustiorem. Haud mediocrem quidem ex hoc praestito officio capimus laetitiam. Ideo, instante iam singulari hac celebratione et Episcopatus tui recordatione, una simul cum omnibus necessariis et fautoribus gratulationem Nostram vehementem tibi deferre studemus. Benignissimum exinde deprecamur Dominum, ut tibi sit munificus meritorum tuorum remunerator, qui pariter ministerii tui sustentator. Benedictionem demum Apostolicam Nostram tibi nominatim, Venerabilis Frater, ex animo dilargimur, quam omnibus tuis amanter addicimus.
Ex Aedibus Vaticanis, die XXI mensis Iunii, anno MCMXCIV, Pontificatus Nostri sexto decimo.
f.to Ioannes Paulus II